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I farmaci e la guida: quello che dovreste sapere

16 Febbraio 2017 By BlogMotori

Quello che dovreste sapere sui farmaci che interferiscono con la guida dell’auto.

Ormai è stranoto che, come l’alcool, anche alcune categorie di farmaci possono interferire negativamente sui riflessi e sulla concentrazione del conducente, mettendo a rischio la propria vita e, troppo spesso, quella degli altri.

I farmaci e la guida: tutto quello che dovreste sapere sui farmaci che interferiscono con la guida dell’auto. (immagine da volpe.dot.gov)

Le famiglie di farmaci chiamate in causa sono soprattutto quelle che agiscono sul nostro sistema nervoso centrale, provocando sonnolenza, annebbiamento della vista, vertigini, confusione, allucinazioni visive/uditive e tanto altro.

Nei primi giorni di terapia sarebbe conveniente abbandonare l’idea di mettersi alla guida, soprattutto se si deve affrontare un viaggio molto lungo.

Le categorie più note di cui parleremo sono:

Ansiolitici

Antidepressivi

Antiepilettici

Antistaminici

Insuline e ipoglicemizzanti orali

ANSIOLITICI

Negli ultimi anni l’uso di questi farmaci è cresciuto in maniera vertiginosa, lo dicono i dati ufficiali che si riscontrano sul campo tutti i giorni. Le care benzodiazepine (alprazolam, bromazepam, lorazepam, etc.) continuano ad essere i farmaci più usati per il trattamento dell’ansia, e questo è decisamente un bene. Di contro, però, inducono sonno, alterano la capacità di concentrazione, i riflessi, specie, e ancor di più, se associati a bevande alcoliche.

ANTIDEPRESSIVI

Come gli ansiolitici, anche gli antidepressivi  (amitriptilina, clomipramina, trazodone, etc.), provocano effetti abbastanza incisivi sul nostro sistema nervoso, soprattutto la vecchia classe di triciclici, inducendo sedazione, sonnolenza, offuscamento della vista. Oggi, fortunatamente, sono usati meno frequentemente, perchè si da’ più spazio agli antidepressivi di nuova generazione (come la sertralina, paroxetina, citalopram, etc.) che provocano meno sedazione.

ANTIEPILETTICI

Sono farmaci prescritti nel trattamento dell’epilessia (carbamazepina, fenobarbital, acido valproico, etc.). I soggetti, se non trattati adeguatamente, possono manifestare delle crisi convulsive, caratterizzate per lo più da perdita di coscienza e questo costituisce un grave pericolo per la sicurezza stradale.

Per coloro che soffrono di questi disturbi e desiderano ottenere la patente di guida, la legislazione italiana prevede delle norme ben particolari da seguire.

ANTISTAMINICI

Un’altra categoria di farmaci molto utilizzata. Si suddividono in due famiglie, quella di prima generazione (definiti antistaminici classici), come la clorfenamina, dimenidrinato (presente negli anticinetosici), etc., che causano molta sonnolenza ed è sempre preferibile assumerli la sera, prima di andare a letto, proprio per evitare questo disturbo.

Poi abbiamo quelli di seconda generazione (cetirizina, ebastina, loratidina, levocetirizina), il cui effetto sedativo risulta decisamente più attenuato, proprio perché presentano una selettività maggiore rispetto alla prima generazione. Nonostante questo, si consiglia ugualmente di assumerli la sera.

INSULINE E IPOGLICEMIZZANTI ORALI

Valori glicemici nel sangue molto alti costringono il paziente a ricorrere a farmaci ipoglicemizzanti e/o alla somministrazione sottocutanea di insulina, affinché si possano ristabilire i giusti valori ematici del glucosio.

Una scorretta autosomministrazione di questi farmaci, o uno sforzo o stanchezza eccessiva da una guida prolungata, possono portare a un calo della glicemia, inducendo un’alterazione della lucidità mentale, un offuscamento della vista, debolezza, sudorazione, stordimento, mettendo a repentaglio, quindi, la sicurezza propria e quella degli altri. Per scongiurare simili episodi, è sempre conveniente seguire con attenzione la terapia prescritta dallo specialista e tenere sempre a portata di mano alimenti ad alto contenuto zuccherino.

Per ulteriori chiarimenti sull’uso di questi farmaci,  si consiglia di rivolgersi al proprio medico o al farmacista di fiducia.

Eleonora Arrigo

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